SPIAZZI è un centro artistico e sociale indipendente, la cui caratteristica è quella di vedere uniti una galleria, laboratori per artisti e progetti di "arte del verde". Negli anni ha organizzato diverse mostre, eventi e progetti della Biennale. Progressivamente si è aperto anche ad artisti stranieri attraverso il programma di "Residenza per artisti" e si è mosso anche in ambito urbano, con le rassegne di design autoprodotto Manos e Mestre Street Design, che si tengono al mercato di Rialto e nel centro di Mestre. Per le sue caratteristiche Spiazzi si candida ad essere un punto di riferimento e una struttura flessibile e ospitale per artisti, artigiani, fotografi e designer stanziali o di passaggio.

La sede storica di Castello (Spiazzi 1) che si trova a cinque minuti dall’Arsenale e dalla Biennale, dopo 6 anni di attività continua la sua sperimentazione artistica di produzione (design, ceramica e fotografia) e formazione; da quest'anno amplifica la sua funzione espositiva raddoppiando lo spazio a disposizione da cento a duecento metri quadri in due sale completamente rinnovate oltre ad una tipica corte veneziana interna.

Fortespiazzi, attiva da inizio 2009, con i suoi trecento metri quadri di laboratorio e sala polifunzionale, diventa una finestra sulla creatività, a metà strada fra la Venezia insulare e la Terraferma. Un immobile dei primi del Novecento inserito nell'Isola "verde" di Forte Marghera di cinquanta ettari. Questa nuova realtà si offrirà alle migliori idee internazionali per dare spazio a tutte le emergenti forme di convivialità e creatività che stanno nascendo da questa "crisi positiva".

Spiazziverdi è il terzo luogo, esperimento di orto-giardino collettivo ma non solo. Un gruppo eterogeneo di persone (adulti e bambini insieme) che partono dalla produzione di verdure con le modalità dell'agricoltura sinergica spaziando nella più vasta creazione di benessere comune. Mille metri quadri di ortus conclusus in un ex convento della Giudecca diventano quindi un incrociarsi di antichi saperi (la creazione di un orto antico) e di nuove tecniche (l'agricoltura sinergica di Emilia Hazelip).

 

 

 

 

 

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