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1-9 aprile 2006
inaugurazione sab 1° ore 18.30

14.00-18.00 chiuso il mercoledì
sab e dom 10.00-13.00 17.00-20.00


 

Paesaggio Interiore

Pablo Villagomez

Pablo Gozalves

con il patrocinio di
Provincia di Venezia
Municipalità Mestre-Carpenedo
Viceministerio de Cultura de Bolivia
con la collaborazione di
Centro Culturale Candiani
Comune di Venezia,
Assessorato Politiche Giovanili e Pace,
Archivio Giovani Artisti
Spiazzi, Venezia
con il contributo di
Barbato Costruzioni
American Airlines
 

Pablo Gozalves
Nella pittura di Pablo Gozalves si può rintracciare
l’origine storica di quella corrente della grande pittura
quattrocentesca italiana, da Sandro Botticelli e Filippino
Lippi, ma anche di alcune tendenze della figuratività
fiamminga posteriore.
Rembrandt innnazi tutto: il Rembrandt incisore,
non l’artista che inonda la tela di colore, ma quello che
taglia e tormenta la materia per estrarne impercettibili
residui di luce pura. Esuberante di materia scavata
dagli “avatares” della linea sono già, in questo senso,
le prove, i bozzetti, i disegni, le matericissime maquetas
di Gozalves, che preludono ai suoi dipinti “maturi”.
In Gozalves come negli artisti della “precision” europea
(Schiele, senz’altro, ma anche, per altri versi, Bacon
e Freud), la ricerca del colore resta tuttavia inelusa.
La pittura deve perseguire il colore, lo deve assillare:
il colore è il bersaglio da cui gli strumenti del pittore
non possono distogliersi.
Gozalves è latore di un’altra passione. È la passione
della linea, che può solo essere tentativo, ricerca,
amorevole interrogazione, e che induce lo spettatore
di ogni figura, di ogni ritratto, a una ponderazione
misteriosa. Il lavoro infaticabile della linea propone
domande a cui l’arte della pittura non può fornire
risposta certa. Com’è possibile che le immagini
interrogate dalla linea non “pongan el grito en el cielo”
– non esplodano in carneficine di colore – dal deserto
in cui l’artista le trova “esiliate”?
Claudio Cinti



Pablo Gozalves è nato a
La Paz nel 1977. Pittore itinerante,
disegnatore e da poco anche
scrittore non solo di poesie.
Laureato in “Artes Plàsticas”,
con specializzazione in pittura
alla “Universidad Mayor
de San Andres”; ha esposto
in numerose gallerie boliviane
ed europee, soprattutto la serie
intitolata “Paisaje Interior”
(Paesaggio Interiore) che ora viene
presentata a Venezia.
Nel 2005 ha pubblicato la raccolta
di poesie “La espera” (L’attesa)
ed è in uscita la sua seconda opera
letteraria: “Epistolario de Narciso”.
Direttore della casa editrice
boliviana “Tercera Piel”, ne cura
le collezioni “Entrelineas”
di letteratura e “Letra Viva”
di filosofia.

sito personale

     
Pablo Villagomez
“presenza come assenza”
“Non è la stessa cosa schermo o riflesso” afferma Pablo.
“Quando ho iniziato questo lavoro, pensavo che il
riflesso di un televisore potesse mostrare solo
l’immagine trasmessa sullo schermo”.
Una volta presi i pennelli, l’artista non riuscì a formare
una sola immagine con entrambi i concetti “perchè
riflesso e schermo non sono la stessa cosa”.
“Come spiega questa affermazione?” In questi schermi
televisivi appaiono scene di “Nosferatu” o “Il cavaliere
senza testa”, film visti più volte dall’artista, così ha scelto
scene specifiche riassuntive.
...il film
Da questa immagine nasce il secondo discorso.
Si riconoscono gli inquilini della casa dove è acceso il
televisore. Si vede la sala con una famiglia riunita
attorno all’apparecchio e si riconosce anche Pablo in
adorazione. Da notare come in questa seconda fase
sembri un riflesso dello schermo.
Un terzo discorso sorge nel momento in cui lo spettatore
affronta l’opera; siamo noi che fissiamo l’ultimo sguardo
generato chiaramente da quel primo momento in cui
l’artista si trovava vicino al televisore e davanti
alla tela bianca. Le televisioni di Villagomez, elaborate
inizialmente come semplici oggetti di uso quotidiano,
ci appaiono come quattro rappresentazioni quasi
sovrapposte. Pablo spiega come inizialmente
voleva l’oggetto nella sua totalità, perciò lo ricrea
con le pennellate.
Ciò nonostante quando ha dovuto dipingere lo schermo
si è trovato con frammenti simultanei di una realtà
difficile da inquadrare.
  Pablo Villagomez è nato il 15 marzo 1975. A soli dodici annifrequenta lo studio sperimentale
dell’artista Roberto Valcarcel. Nel 1995 grazie ad una borsa distudio del “International Institute of
Arts” (USA) ottiene un certificato dimerito in comunicazione visuale.Ha lavorato anche come illustratore nel primo progetto interattivo sulla storia della Bolivia alla fondazione “Quipus”.
Nel 1996 comincia gli studi di pittura alla “Universidad de Chile”.
Nel 2003 è invitato alla mostra collettiva “Zona en Moviniento” nella galleria d’arte “Nota”di La Paz ed è selezionato per rappresentare la Bolivia nel premio “Uniòn Latina a la Creacciòn Joven en Artes”. Nel 2004 ha ricevuto la Menzioned’Onore nel “Concurso Nacional Arte Joven” della “IV Bienal Internacional de Arte SIART-La Paz” con l’opera “ABBA” (Padre).