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La
luce crea le persone.
E la luce di Venezia mi ha sempre ispirata.
La luce dei suoi muri, della superficie dell’acqua, della nebbia
e anche del buio; ognuna, con le sue forme diverse, mi avvolge.
La piccola mansarda nel sestiere di Castello in cui abitavo anni fa era
fredda, buia e con una finestra rotta; sembrava non ci fosse differenza
con fra il dentro e il fuori.
Di fronte a me, una casa con i muri gialli risplendeva di luce.
La sola cosa che mi piaceva di quella mansarda era il bagno. La mattina,
la luce proveniente dall’esterno faceva brillare le mattonelle.
Quando vi alzate la mattina, il primo posto in cui andate e’…
sicuramente ci saranno altre e nuove luci.
Adesso se ripenso a quel buio, alle mattonelle e ai muri gialli mi viene
un po’ di nostalgia.
Credo che qualsiasi cosa io dipinga abbia a che fare con la luce, i muri,
le mattonelle ed il buio.
Ora, dopo tanti anni, tutti questi elementi stanno scomparendo da me,
solo la luce mi riesce a colpire (così profondamente) negli occhi
e nella pelle, fin nei suoi pori.
L’aria che entra nel mio naso, nella mia bocca e nella pelle, mi
ricarica.
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