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| “The OTHER” Mostra Interdisciplinare
in coincidenza della Biennale di Architettura 2004 “The
OTHER” darà vita a due progetti che forniranno
due punti di vista unici sul paesaggio domestico contemporaneo. Tali punti
di vista verranno espressi attraverso apparecchi domestici e spazi interni
che adducono a differenti valori rispetto a quelli che normalmente sono
accettati. In una mostra, proponendo due prospettive differenti, i designers
cercheranno di creare un nuovo spazio per il design, caratterizzato da
una chiara atmosfera e una forte critica sociale. Nel caso di “Edgetown”, a cura di Shona Kitchen e Ben Hooker, gli oggetti daranno accesso ai piaceri più nascosti e viscerali di un mondo iperindustrializzato. In “Desire Management” a cura di Noam Toran, la casa è interpretata come l’ultima frontiera del privato, un luogo dove individui alienati si intrattengono in esperienze private discutibili, per mezzo di strumenti su misura. I progetti
cercano di identificare e prevedere le discrepanze tra un vivere in un
ambiente urbano (esigenze fisiche) e le relative ramificazioni psicologiche.
Un tentativo di rispondere a domande complesse attraverso proposte progettuali.
Note
per gli editori: Richieste
dal Regno Unito, contattare Nina Due: Richieste
da fuori Regno Unito, contattare Malcom: |
“The
OTHER”
Interdisciplinary
exhibition coinciding with the Venice Architectural Biennale 2004 “The
OTHER” brings together two projects providing unique
interpretations of the contemporary domestic landscape by developing household
appliances and interiors which accommodate a radically different set of
values to what is currently socially acceptable. In an exhibition containing
two varying perspectives, the designers are aiming to demonstrate an emerging
design space with a distinct atmosphere and strong social critique. The projects seek to identify and foresee discrepancies which result from living in urban environments and the resulting psychological ramifications with an attempt made to ask complex questions and answer them in the form of a design proposal. How do we engage or disengage with a ceaselessly shifting urban environment and what role do products and architecture play in this topic? Do we perhaps learn to embrace and actively seek out the dirt, clutter and noise of the industrialised landscape, or do we retreat from what urbanism has to offer and develop customised rituals which promote individualism but teeter towards anti-social behaviour?
Notes
to editors: Enquiries
within the UK, contact Nina Due: Enquiries
outside the UK, contact Malcom: |
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